Un sito fuori dal Comune

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Vogliono chiudere le scuole serali del Comune

Milano ha un patrimonio di scuole pubbliche serali paritarie unico a livello nazionale: 4 licei (classico, scientifico, socio-psicopedagogico e linguistico), 2 istituti tecnici (ragionieri e geometri) e un professionale (per l'industria e l'artigianato). I quattro indirizzi dei licei sono, anzi, gli unici serali pubblici in Italia.

Scuole pubbliche significa accessibili ed infatti il costo annuale è di 258,00 Euro.

Il Comune di Milano, che gestisce queste scuole, adesso le vuole chiudere.

Migliaia di studenti negli ultimi cinquant'anni hanno conseguito un diploma nelle scuole civiche serali paritarie, che attualmente contano più di 600 iscritti. Potrebbero essere molti di più, solo se il Comune facesse un'adeguata promozione dei corsi, mentre la maggioranza dei cittadini milanesi non sa neanche che esistono e, come risulta da un'indagine condotta fra gli iscritti, l'89% ne è venuto a conoscenza con il consueto passaparola e solo l'11% attraverso la pubblicità; come a dire che se quest'ultimo fosse l'unico canale, gli iscritti sarebbero poco più di 60 in tutte le 7 scuole.

Le scuole serali non sono però solo una tradizione per Milano, questo non basterebbe per sostenere che devono continuare ad esistere. Le scuole civiche milanesi si caratterizzano anche per i risultati che realizzano sia in termini di numero di giovani recuperati alla scuola che di adulti rientrati in formazione, ma soprattutto per il livello di preparazione che garantiscono. Infatti molti studenti diplomati si sono poi ottimamente inseriti nel mondo del lavoro diventando artisti affermati (valga per tutti il nome di Bolle) o dirigenti, mentre altri svolgono con successo la propria professione. Quelli che si iscrivono all'università superano agevolmente i test d'ingresso, con risultati che spesso sono migliori di quelli degli studenti delle scuole diurne, anche per quanto riguarda la media dei voti agli esami.

Le stesse votazioni finali conseguite l'anno scorso con il diploma (presenti nuovamente i commissari esterni) sono in media migliorate (circa 200 diplomati nel 2007) rispetto agli anni precedenti, ma sono anche scuole nelle quali gli studenti che non s'impegnano sufficientemente non vengono promossi.

Gli studenti delle scuole serali sono persone che oggi lavorano e hanno abbandonato in passato gli studi per varie ragioni (molti hanno anche 30, 40 o 50 anni fino ad arrivare a 75 anni), sono ragazzi che non si sono inseriti positivamente nelle diurne, hanno oggi occupazioni saltuarie, ma non vogliono "chiudere" con la scuola, giovani aspiranti artisti che frequentano di giorno i corsi di danza (anche della Scala) e non possono iscriversi nelle diurne, immigrati che desiderano inserirsi nella nostra società affrontando anche materie molto difficili per loro come il latino, diversamente abili (ad esempio non vedenti o invalidi civili) che per motivi d'età non sono più accolti dalle scuole diurne.

Sono tutti studenti pronti ad affrontare fino a 5 anni di studio e 31 ore settimanali di scuola su 6 giorni: 5 sere oltre al sabato pomeriggio.

Nessuno di loro potrebbe permettersi le rette d'iscrizione delle scuole private che sono di oltre 3000 Euro all'anno e quindi tutti dovrebbero rinunciare alla loro speranza di offrirsi una nuova opportunità per il proprio futuro.

Chiudendo le scuole serali paritarie il Comune di Milano compie una scelta sbagliata che colpisce le persone forse più motivate e meritevoli di attenzione della nostra società, la stessa che vorrebbe riconoscere maggiormente i meriti.

Una scelta sbagliata perché cancella la loro speranza.

Milano, 24 aprile 2008

Giorgio Bonera